Alzi la mano colui a cui non piace andarsene in giro con le mani stracolme di buste con vestiti firmati o cibarie. Certo, l’ultimo cappotto comprato era necessario, per non parlare di come sarebbe stato bene sulla maglietta che vi hanno regalato. Lasciarlo in negozio sarebbe stata un’eresia. Lo stesso per quei pasticcini che avete portato a casa: bellissimi, odoravano di buono, la pasticceria era quella appena aperta e poi… vogliamo parlare del sapore? Sì, insomma, per ogni cosa che compriamo c’è una motivazione più che convincente e questo vale per quasi tutti i nostri acquisti. Eppure la cosa puzza. Avete mai avuto il sospetto che dietro ci sia qualcosa in più? Che magari le vostre spese non siano solo dettate dall’esigenza, ma da qualche magico motore che vi spinge a comprare? E no, non siete malati di shopping compulsivo. Si tratta semplicemente di neuromarketing.

Neuromarketing: cos’è?

Il neuromarketing si basa sul marketing sensoriale, una categoria che raccoglie tutte quelle attività di marketing connesse allo’incremento delle vendite attraverso tecniche sensoriali legate allo stimolo dei 5 sensi: vista, udito, tatto, olfatto, gusto.

Neuromarketing, diamogli una definizione: il neuromarketing, in inglese Neural Marketing, è la disciplina che collega le neuroscienze al marketing. Essa studia il consumatore e la sua mente per creare prodotti e pubblicità a sua misura, e quindi per invogliarlo ad acquistare.

Neuromarketing: come funziona?

Il protagonista del neuromarketing è un fenomeno chiamato effetto placebo. L’effetto placebo influenza la mente grazie alle sue stesse aspettative. Ciò che la mente si aspetta tende a realizzarsi perché, arrivati ad un certo punto, essa non riesce a distinguere tra realtà immaginata e realtà effettiva. Così, reagisce all’immaginazione come se fosse la realtà. Il neuromarketing si basa sull’aspettativa della mente verso un prodotto, ovvero su quello che ci aspettiamo da esso.

L’effetto placebo è la causa della fedeltà ad una marca. Siamo abituati ad attribuire ad una marca un significato (che dipende dal contesto in cui è collocato) al cui variare cambia anche il significato dell’oggetto stesso. Questo significato non è altro che un’informazione: se l’informazione è aggiunta alla marca, porterà con sé sentimenti positivi; se è sottratta alla marca, porterà un sentimento negativo. Da queste associazioni dipende la nostra predisposizione a comprare o meno una determinata marca di prodotti.

Neuromarketing e processi decisionali

Nel processo decisionale, ovvero in quel ragionamento che spinge un compratore ad acquistare un prodotto, il neuromarketing verifica le risposte agli stimoli sensoriali dei prodotti. Poi, indica quali scelte hanno motivato l’acquirente. Infatti Neuromarketing e cervello sono collegati: il primo studia il secondo, cercando di comprendere i meccanismi che lo spingono ad acquistare. Il cervello, con le sue reazioni, ci indica come rendere un prodotto appetibile e quindi vendibile.

Il neuromarketing è applicabile anche al web e la sua funzione principale è scoprire su cosa l’utente posa lo sguardo. Come è possibile tutto ciò? Il nostro grazie va all’eye tracking, una tecnologia che fissa e registra il percorso degli occhi sullo schermo. Addirittura, essa riesce a calcolare il tempo di osservazione di un’immagine.

Neuromarketing e pubblicità

In ambito pubblicitario, il neuromarketing è un alleato per trasformare i potenziali clienti in clienti effettivi. Conoscendo attraverso quali processi decisionali viene effettuato l’acquisto, il neuromarketing consente la creazione di strategie di persuasione altamente efficaci.

In conclusione, potremmo dire che il neuromarketing è una delle tante tecniche di marketing per aumentare le vendite. In realtà, non si tratta di volantinaggio, non si tratta di porta a porta o di uno sconto promozionale. Molto più fine – a tratti molto più subdolo – il neuromarketing si insinua non solo nel nostro cervello, ma nelle nostre emozioni. Cosa ci spinge a comprare? Non si tratta più di spendere soldi per utilità, bensì per ciò che ci rende felici. E questo il neuromarketing lo sa.