Disegni Chibi, qual è il giusto compromesso tra qualità e design? Ecco di cosa parleremo oggi, guardando questi personaggi in miniatura.

Quando ci si trova a commissionare un’artista si passa sempre per questa fase, sia che stiate per “adottare” un chibi o a farne realizzare uno ex novo – e se ancora non avete capito di cosa parliamo forse è il caso di leggere l’articolo Chibi, cosa sono?.
Personalmente, mi sono trovata su entrambi i fronti e credo che queste piccole considerazioni possano risultare molto utili agli artisti, che vogliono creare chibi d’eccellenza e ai clienti, che ricercano l’unicità del personaggio. Perché se chi deve acquistare ha dubbi, chi vende deve riuscire ad annullare qualsiasi incertezza.

Kawaii Ghosts by Hyanna-Natsu
Character © mufflins | Species © CHARIKO
Soft Elegance by Hyanna-Natsu
Character © sekecchi | Design © Hacuubii

Riconoscere la Qualità nei Disegni Chibi

Non tutto ciò che compare in prima battuta è da prendere per buono.
Spesso le prime impressioni confondono e la fretta è una cattiva consigliera. Ricordiamoci che l’artista perfetto, quello che sappia offrirci il lavoro di qualità che rispecchi i nostri gusti e incarni le nostre preferenze, potremmo non incontrarlo subito. Idem per il cliente: non sempre le sue preferenze ricadono nella confort zone di un’artista.

Qualità può avere un significato differente per ognuno di noi, ma tutti possiamo concordare che ci sono alcuni standard grafici che non possono essere ignorati per un buon disegno. In primis le dimensioni e il formato dell’immagine che, troppo grandi o troppo piccole, troppo definito o troppo sfuocato, sono una minaccia da non trascurare.
Fuorché non abbiate intenzione di acquistare un design che vi abbia particolarmente colpito e poi farlo rielaborare in seconda battuta, considerate sempre il personaggio come un investimento.

Stesso discorso per gli artisti: il cliente va sedotto. Non solo a livello grafico, la qualità è anche qualità percepita, ossia ciò che il cliente avverte del vostro lavoro e del vostro impegno. Parliamo del servizio, di tutte quelle pratiche, dalle comunicazioni al savoir-faire, che ruotano intorno al disegno stesso.

Quindi, che siate clienti o artisti, tanto vale fare le cose per bene. Il mio consiglio è, rispettivamente, per:

Clienti

  • decidere prima di tutto cosa si vuole e come: la chiarezza è un ottimo punto di partenza
  • valutare bene gli artisti disponibili: seguire i loro lavori, analizzare quelli già realizzati e informarsi sulle condizioni di vendita poste dall’artista
  • ponderare le proprie esigenze e tempistiche, in relazione alla spesa che si vuole sostenere: una ripassata al triangolo del project management non può che far bene

Artisti

  • innovare sempre la propria arte e aggiornare le proprie abilità: una mente creativa è molto più attraente
  • fornire il miglior lavoro possibile e un’adeguata comunicazione: il cliente deve ricordare l’esperienza in modo piacevole e sentirsi soddisfatto durante tutto il percorso
  • mai fermarsi! Possono esserci dei problemi, ma la tenacia è indispensabile

Delle volte dimentichiamo che l’artista è un lavoratore: è giusto che sia pagato così come è giusto che fornisca al cliente un lavoro fatto bene. Se si tratta di un’opera impegnativa o particolarmente dispendiosa, è interesse di entrambe le parti che ci sia un accordo ben definito e delle tempistiche da rispettare, sia nei pagamenti che nelle consegne. Ragazzi, c’è poco da fare: bisogna lavorare in sintonia!

Disegni Chibi, occhio al Design!

Mi preme molto farvi questa seconda serie di considerazioni, da applicare in particolar modo ai chibi preconfezionati, ovvero quelli in vendita (come è abitudine dire nel settore, “in adozione”).

Forse è un po’ brutto da dire, ma anni nel settore mi hanno fatto vedere parecchie zozzerie tra artisti o presunti tali (e sfortunatamente, quelle della peggior specie!). Quindi, nel momento in cui acquistiamo un chibi (o lo commissioniamo), diamo sempre uno sguardo al design e prestiamo attenzione a eventuali scopiazzamenti! Indaghiamo bene sulla paternità del design, soprattutto in caso di diatribe in corso. Alcuni artisti, frequentemente quelli nascenti, riescono a emulare lo stile di chi li ha ispirati così bene da non far più capire di chi sia lo stile originale e di chi la copia. Avendo seguito un caso più particolare, dove l’artista B aveva acquisito più popolarità dell’artista A con lo stile di quest’ultimo, vi assicuro che non è piacevole: l’artista B giunge d una gloria non sua (per quanto possa essere in gamba), l’artista A vede crollare i suoi sacrifici ed è accusato di copiare lo stile di B (oltre il danno la beffa!), e dulcis in fundo, il cliente è praticamente truffato. Meraviglioso, eh?

Ancora, miriamo a un personaggio che ci colpisca davvero e non perché sia nel suo momento di tendenza. In alcuni casi i chibi sono venduti a prezzi esorbitanti perché appartengono a un’artista in voga o magari perché sono di quella specie che adesso si porta. La moda passa, lo stile resta. Ripeto: un chibi è un investimento, è giusto e sacrosanto avere un’identità anche attraverso i propri personaggi.

Il giusto compromesso

Dalle cose dette, risulta infatti chiaro che i fattori da considerare sono parecchi e volendo potremmo proseguire. Non pretendo di fornire perle di saggezza su cosa sia giusto fare (o non fare), ma ricordate che la consapevolezza è la prima cosa.

Qualità e design fanno la vera differenza: trovare il giusto equilibrio a seconda dell’esigenza è una questione squisitamente personale. Si può trovare un compromesso? 
Assolutamente sì, se si è pazienti. Ampliate i vostri orizzonti e non prendete decisioni affrettate.

Infine, un ringraziamento alla carissima Hyanna-Natsu che mi ha permesso di illustrare questo post con i suoi splendidi chibi. Grazie di cuore!