Si è sempre detto “impara l’arte e mettila da parte”, ma chi ci assicura che i tempi siano ancora adatti? Con l’evoluzione della tecnologia molte cose sono cambiate e l’arte non può più restare relegata nei musei, soprattutto poi quando e se si lega al digitale. Dove risiede l’innovazione? Il solo termine ombrello arte digitale dovrebbe fornirci un primo indirizzo – anche se, cosa far rientrare sotto questo ombrello è ancora un dibattito aperto. Infatti, fare un elenco di categorie di arte digitale è sempre più difficile: eppure una settorializzazione c’è, esiste. Guardiamo insieme di cosa si tratta!

Categorie di Arte Digitale

L’arte digitale assume varie forme e questo è facilmente appurabile quanto difficilmente negabile. Un primo elenco lo possiamo avere da Digital Art: Art meets Web 2.0 trend di Christodoulou e Styliaras, pubblicato in Proceedings of the 3rd International Conference on Digital Interactive Media in Entertainment and Arts, 2008. La loro suddivisione dei progetti di arte digitale distingue:

  • Digital Vector Images and Animation; basati sull’uso di forme vettoriali e modificabili.
  • Digital Painting; basati sui valori dei pixel.
  • Digital Photography; ripresa, manipolazione, presentazione e interazione con le fotografie digitali.
  • 3D Modelling; modelli 3D in grado di interagire con l’utente.
  • Digital Video; registrazione, editing e funzioni di rappresentazione di un video digitale.
  • Digital Music; come il Digital Video, ma con maggiori possibilità di editing.
  • Algorithmic/Generative Art; selezione di un algoritmo dove gli utenti, modificandone i parametri, possono cambiare la generazione del pezzo.
  • Digital Literature and Storytelling; testo con caratteristiche di ipertestualità, dove l’utente può intervenire.
  • Art Installations; strutture multimediali con molteplici display e dispositivi d’interazione.

Volendo, potremmo trovare altri punti e allungare la lista. L’evoluzione delle forme espressive è legata all’uso stesso degli strumenti e dal modo in cui sono concepiti dagli artisti. Forse è il caso di fermarsi e riflettere sulle categorie di arte digitale in modo diverso: le categorie di arte digitale sono davvero necessarie? In base a cosa distinguerle? Partendo dal presupposto che il semplice “impara l’arte e mettila da parte” non sia più possibile, almeno da un punto di vista letterale, soffermiamoci sulla presenza quotidiana dell’arte digitale oggigiorno.

Quanto siamo immersi? Abbiamo davvero bisogno di una categorizzazione? Se sì, quale? Vi invito a rifletterci e a commentare con le vostre opinioni!